Comunicato stampa – Sciopero 14 novembre 2012

Lo sciopero generale del 14 novembre rappresenta uno spartiacque nella lotta contro l’austerità. Per la prima volta nella storia uno sciopero generale viene organizzato simultaneamente in diversi paesi europei.

Questa risposta comune dimostra che le vittime delle politiche europee hanno compreso di avere un problema comune: le azioni dei “tecnici”, siano essi nella BCE o nei governi nazionali, sono infatti accomunate dai fini e dai mezzi. Il fine è quello di smantellare tutto ciò che è pubblico, comune e collettivo: i mezzi non si limitano i tagli alle risorse, ma comprendono l’omologazione di procedure e modus operandi del settore pubblico, finalizzato al benessere delle persone, verso il modello di controllo aziendale finalizzato al profitto di pochi.L’azione dei “tecnici” nel campo dell’istruzione, alla ricerca e alla cultura è forse la più chiara cartina di tornasole degli intenti dei neoliberisti. Tutto ciò che può essere tagliato viene tagliato: il personale, i salari, le strutture, il diritto allo studio. La diffusione del numero chiuso  limita addirittura la mera possibilità di accedere al sapere. Ma al fianco dei tagli c’è anche, non meno pericolosa, l’irreggimentazione di ciò che resta: lo snaturamento della didattica e della ricerca avviene tramite la massiccia introduzione di procedure di valutazione estremamente onerose ed invasive.Per quanto riguarda l’Italia basta pensare al lavoro dell’ANVUR: da un lato, con le ridicole ma non per questo meno devastanti abilitazioni scientifiche nazionali, si mortifica la ricerca libera e l’innovazione a favore della quantità e del mainstream; dall’altro, con le procedure AVA, si mortifica la libertà e la varietà dell’insegnamento trasformando i corsi di laurea in scuole di formazione professionale, restringendo al contempo l’accesso agli studi. Gli studenti si ritroveranno ad avere una preparazione specialistica con campi di applicazione molto ristretti, quindi con opportunità occupazionali estremamente ridotte.Sotto questo attacco concentrico l’università pubblica rischia di scomparire: per questi motivi invitiamo tutti coloro che fanno vivere l’Università a partecipare allo sciopero del 14 novembre. I fatti dimostrano che la difesa dell’università non può essere delegata a nessuno: questa volta tocca a noi.

Comitato organizzatore assemblea Università Bene Comune

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