Il PD ha stravolto la scuola della Costituzione: la disponibilità all’ascolto non è credibile.

Per la scuola della Repubblica

Per il 10 marzo (mentre il personale è impegnato nel lavoro quotidiano) il PD organizza a Roma un incontro per “ascoltare” il mondo della scuola.

Da anni però il mondo della scuola, un mondo complesso di cui fanno parte in primo luogo studenti, docenti, genitori, ha formulato proposte concrete e non si comprende perché solo ora vi si dovrebbe prestare attenzione; questo mondo ha finanche presentato una proposta di legge di iniziativa popolare “Per una buona scuola della Repubblica” e si e’ costantemente mobilitato per chiedere una politica per la scuola coerente con i principi costituzionali.

Il PD (e tutte le sigle che l’hanno preceduto dopo la fine del PCI) non solo ha sempre ignorato queste proposte, ma ha portato avanti una politica scolastica che ha stravolto l’assetto istituzionale della scuola della Costituzione.

Non solo non ha destinato alla scuola statale le risorse necessarie per garantire a tutti il diritto allo studio dalla Scuola dell’Infanzia fino alla Scuola secondaria, ma ha fatto acquiescenza ai tagli (oltre otto miliardi!!) disposti dall’ex ministra Gelmini e dichiarati illegittimi dalla Giustizia Amministrativa.

Inoltre, in palese violazione dell’art. 33 della Costituzione, non solo ha erogato sia a livello nazionale che regionale risorse pubbliche alle scuole private, ma ha addirittura avviato con la “legge di parità” ( 62/2000) un sistema scolastico integrato pubblico- privato, attribuendo una funzione pubblica alle scuole private che non sono nemmeno tenute al rispetto della libertà di insegnamento; ha inoltre svilito il ruolo degli Organi Collegiali e vanificato ogni forma di partecipazione democratica, istituendo nelle scuole la figura del Dirigente Manager (DS) e rafforzando il ruolo del Ministro e forme di intervento ministeriale come l’INVALSI incompatibili con un’effettiva libertà di insegnamento.

Ha ammiccato/consentito all’invasione di una logica valutativa, meritocratica, e proiettata dall’alto, che esautora di fatto il personale docente dall’esercizio del principio costituzionale della libertà di insegnamento e alla illegittima sperimentazione dell’accorciamento di un anno di liceo (errata nel metodo e nel merito, dal momento che non poggia su alcuna evidenza scientifica né su esperienze prevalenti negli altri Paesi, ma solo sulla logica del risparmio).

Tralasciando tutti gli ulteriori aspetti di una dissennata politica scolastica ci limitiamo a rilevare il senso politico della scelta della Ministra e dei sottosegretari che, a parte le competenze, per le loro stesse storie non garantiscono in nessun modo un rilancio qualitativo e  democratico della scuola statale, che è la scuola di tutti e per tutti.

A fronte di queste scelte politiche l’incontro con il mondo della scuola del 10 marzo, anche  per le sue stesse modalità, non è altro che un maldestro tentativo di dare una legittimazione democratica ad una politica scolastica che, al di là delle comparsate mediatiche del Presidente del Consiglio, si preannuncia per le prime dichiarazioni della Ministra in continuità con le politiche devastanti dei Governi che si sono succeduti.

Il mondo della scuola da anni ha espresso in tutte le forme le esigenze di un forte impegno politiche per realizzare la scuola della Costituzione, che l’Ass. “Per la scuola della Repubblica” insieme al Coordinamento Nazionale “Per la Scuola della Costituzione” ha sintetizzato con 10 SI e 10 NO.

Il PD se veramente vuole il rilancio della scuola statale ed essere credibile, cambi la composizione del Governo e formuli proposte concrete e politicamente convincenti sui temi indicati in precedenza sui quali il mondo della scuola è mobilitato da anni e la riflessione è continua; ad es. come investire per il rilancio della scuola statale e per il diritto allo studio di tutti e tutte a frequentarla attuando la Costituzione, proposte che non riguardano soltanto l’edilizia scolastica. 

Esistono anche proposte a costo zero, come la democratizzazione della scuola e quelle che consentono di evitare spese illegittime (contributi alle scuole private)  o lesive della libertà di insegnamento ( INVALSI).

Aspettiamo i fatti e ci auguriamo di essere smentiti.

 Per tutte queste ragioni riteniamo priva di senso una nostra presenza all’incontro del 10 marzo, mentre riterremmo proficua per le prossime iniziative di politica scolastica del PD la partecipazione del nuovo responsabile Istruzione al Convegno di Formazione promosso dalla nostra associazione a Bologna il 15 marzo p.v. di cui invieremo il programma.

“Per la Scuola della Repubblica”

Soggetto qualificato alla formazione Decreto MIUR 5.7.2013 

Tel. 06 3337437 –– telefax 06 3723742                                                      

Via Oslavia 39 F –  Roma

e-mail scuolarep@tin.it

sito http://www.scuolaecostituzione.it

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