Per chi suona la campana?

di Alessandro Arienzo, Tiziana Drago, Ugo M. Olivieri

Ogni mattina nelle scuole della Repubblica suona la campana d’ingresso per migliaia di studenti di ogni età e classe sociale.

Da tempo, nel nostro Paese, la campana a morto suona per la cultura umanistica.

Cosa può unificare due esperienze così diverse, l’una reale, quotidiana, dotata della forza dell’abitudine e l’altra metaforica, ideologica, dominante, in assenza (o in occultamento) di punti di vista differenti? Continua a leggere

Comunicato dell’Associazione per gli Studi di Teoria e Storia Comparata della Letteratura sui risultati dell’Abilitazione Scientifica Nazionale

Di fronte alla riproposizione di impermeabili ripartizioni disciplinari tra i saperi occorre rivendicare la natura unitaria e complessa delle discipline e la piena legittimità epistemologica dei saperi “improduttivi”. Il documento che pubblichiamo evidenzia una delle tante ricadute concrete della mercificazione/valutazione in atto nell’universo delle conoscenze.

L’Associazione per gli Studi di Teoria e Storia Comparata della Letteratura (Compalit) intende esprimere alcune considerazioni generali dopo la pubblicazione dei risultati dell’Abilitazione Scientifica Nazionale, in rapporto al settore concorsuale 10/F1 (“Letteratura italiana, Critica letteraria e Letterature comparate”), risultati che destano viva preoccupazione in chiunque abbia a cuore le sorti della comparatistica in Italia. Continua a leggere

Sperimentazione sugli animali e riproducibilità dei risultati: l’elefante nel laboratorio?

di Marco Cosentino

Elephant in the lab

Il problema non è se la sperimentazione sugli animali serva, ma che ne serve una molto migliore dell’attuale

Quando si discute dell’impiego di animali nella ricerca scientifica, quasi inevitabilmente si ricade nel conflitto degli opposti estremismi, tra chi ne sostiene Continua a leggere

La Patria del diritto e il diritto della Patria

Adriana Brancaccio* – Seconda Università di Napoli
Maurizio Matteuzzi* – Università di Bologna

§ 1 – La Patria del diritto

E’ di questi giorni la diffusione della sentenza con cui la Consulta decreta come infondati i ricorsi dei docenti universitari contro il pluriennale blocco degli scatti e degli avanzamenti di carriera per i professori e i ricercatori universitari, in piena difformità con le argomentazioni di molti TAR, che avevano sostenuto la fondatezza dell’eccezione di incostituzionalità. Continua a leggere

La disastrosa politica universitaria dell’era Carrozza

di Tiziana Drago

Intervento a nome dell’assemblea nazionale Università Bene Comune (UniBeC) letto il 14 novembre 2013 all’Assemblea regionale di SEL Puglia

Nell’Università ci confrontiamo quotidianamente con una pessima eredità: quella di una “riforma” diventata legge, nonostante fosse un disegno regressivo (per la dignità, per i giovani, per il futuro) e grazie alla convergenza di tutte quelle forze che hanno fatto gravare sull’Università e sulla ricerca, che non fosse al servizio spicciolo dell’impresa, un diffuso sospetto di inutilità se non proprio di nocività. E con la connivenza di buona parte della sinistra, trincerata dietro l’ipocrisia di una “solidarietà” di facciata, ma incapace di abitare un orizzonte culturale diverso da quello che avrebbe dovuto combattere. Per conformismo e per ignavia. Continua a leggere

Lettera aperta agli economisti che si occupano di scuola

di Anna Angelucci*

Non ho accesso ai media mainstream, e men che meno al pulpito del Corriere della Sera, ma la Rete fortunatamente mi permette di dire qualcosa agli economisti che si occupano di scuola.
La cui attenzione appare sempre, esclusivamente, focalizzata sul binomio valutazione-test.
Direi ossessivamente, se fossi una fine psicologa.
Mai una parola sui tagli draconiani, di denaro e di risorse umane, che la scuola ha drammaticamente subito negli ultimi anni: curiosa dimenticanza, per degli economisti.
Miliardi e miliardi di euro, decine di migliaia di lavoratori: il più grande disinvestimento nell’istruzione, ma soprattutto il più feroce attacco al diritto allo studio e al lavoro mai realizzato nella storia della Repubblica italiana. Continua a leggere

Università: arriva il merito per direttissima

di Alessandro Ferretti

In questi tempi di forconi il Miur si trova a suo agio: in fondo la sua missione primaria è mandare a casa l’università pubblica, anche se preferisce usare la più nobile arma del merito. Ad esempio, ora è in arrivo un nuovo sistema semplificato per diventare professori universitari: talmente semplice che non prevede neanche il concorso! Chi riuscirà a vincere un bando “eccellente” per progetti di ricerca potrà essere chiamato per via direttissima a professore, libero dai lacci e lacciuoli che opprimono i comuni aspiranti. Continua a leggere